Cassino sorge in un luogo storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia. Essa è una delle località attraversate dalla Linea Gustav, una linea fortificata voluta da Hitler e realizzata nel 1943 con l’intento di rallentare l’avanzata degli alleati, ed è stata pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
A Cassino, il ricordo della Seconda Guerra Mondiale è ancora vivo grazie ai Battlefield Tours: escursioni e visite guidate lungo la linea Gustav che raccontano le battaglie, l’occupazione tedesca e le conseguenze del conflitto sul territorio.
Guarda il videoI tour sono differenziati e personalizzati e seguono tematiche e storie precise: oltre alle aree strategiche come la linea Gustav, la linea Bernhardt (detta anche Winter Line) e l’Abbazia di Montecassino, si ripercorrono le storie dei militari, come i T-patchers della 36th Texas Division o i soldati canadesi, che affrontarono una delle battaglie più sanguinose nel Maggio 1944, o i polacchi o ancora i militari neozelandesi o, infine, la 34th Infantry Division, fatta di soldati americani provenienti da Minnesota, Iowa, Dakota e Nebraska
I Battlefield Tours sono vere e proprie esperienze storiche, cariche di suggestive emozioni, che raccontano uno dei periodi più bui ed intensi dell’Italia e dell’Europa. Oggi sono un’occasione per conoscere meglio la storia della seconda guerra mondiale, in un clima di leggerezza e convivialità che vi offrirà la possibilità anche di ammirare il bellissimo territorio che circonda Cassino.
Molti soldati da tutto il mondo si scontrarono ai piedi di Montecassino, tanto che qui troviamo un cimitero militare dove sono conservati i resti di militari del Commonwealth, provenienti quindi da Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India, Nepal e Pakistan.
Fondata da San Benedetto nel 529 sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, l’Abbazia di Montecassino ha attraversato secoli di distruzioni e rinascite. Devastata dai Longobardi nel 581, i monaci si rifugiarono prima a Roma e poi presso la comunità di San Colombano a Bobbio, contribuendo alla diffusione del monachesimo benedettino in Europa. Ricostruita nel 717 da Petronace, fu nuovamente distrutta dai Saraceni nell’883 e ricostruita da Papa Agapito II nel 949. Dopo il terremoto del 1349, fu riedificata nel 1366 in stile barocco napoletano, fino alla tragica distruzione del 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale.
Abbracciò la vita spirituale isolandosi come un eremita, fino a che gli fu affidato un monastero. Da qui iniziò il suo periodo di crescita che lo portò a costruire 12 monasteri a Subiaco per spostarsi poi, nel 529, a Cassino. Sulla cima della montagna, San Benedetto e i suoi più fedeli discepoli costruirono la prima abbazia di Montecassino.
L’Abbazia di Montecassino è uno dei principali centri religiosi e culturali del centro Italia. Nel Medioevo fu un fulcro di cultura grazie agli abati, alle biblioteche, agli archivi e alle scuole scrittorie che conservarono opere antiche, codici miniati e rari incunaboli. Ricostruita nel 1366 dopo il terremoto del 1349, nel XVII secolo assunse uno stile barocco napoletano, arricchito da artisti come Luca Giordano e Francesco Solimena. Distrutta dai bombardamenti alleati nel 1944, fu ricostruita fedelmente nel dopoguerra. Nel 2009, Papa Benedetto XVI visitò l’abbazia in occasione del 65° anniversario della sua distruzione, rendendo omaggio a San Benedetto, figura centrale della cultura europea.





